La disgrafia: che cosa si può fare ? GRAFY quaderno per disgrafici

La disgrafia: conseguenze e che cosa si può fare

Al giorno d’oggi più studiosi confermano le conseguenze di questo disturbo dell’apprendimento, ma quali sono e cosa si può fare per migliorare?

Con il termine disgrafia si intende un disturbo legato al momento motorio-esecutivo della  scrittura la dove la dimensione delle lettere e la distanza tra esse appare “disordinata”.

È bene chiarire che questa condizione non avviene per pigrizia, ma per problemi inerenti la capacità di apprendimento!

 Nello specifico la disgrafia:

  • Limita la capacità di percezione e discriminazione visiva e uditiva;
  • Rende deficitaria l’organizzazione e l’integrazione spazio-temporale;
  • Influenza la capacità di simbolizzazione grafica;
  • Pone delle difficoltà nella memoria sequenziale, nel linguaggio e nella discriminazione  suoni-segni;
  • Definisce la dominanza laterale nella consapevolezza dello schema corporeo.

 Cosa si può fare? Rieducare il gesto grafico 

 Alcuni disgrafici manifestano ansia e bassa autostima e nei casi più estremi persino depressione, per cui è il caso di rassicurarli spiegando loro che hanno semplicemente bisogno di un po’ più tempo per perfezionare la scrittura e che ogni individuo ha tempi di apprendimento diversi.

Non bisogna allarmarsi più del dovuto, esistono strumenti che  possono esser efficaci e aiutare ogni singolo alunno nell’apprendimento. Ad esempio esistono programmi personalizzati per agevolare l’apprendimento che sono allestiti dal neuropsichiatra.

Ci sono anche delle strategie opportune per gestire questo tipo di problematica a scuola, come per esempio l’utilizzo di strumenti didattici.

In questo caso ti viene in aiuto Grafy®, il quaderno che può supportare lo studente e incoraggiarlo anche sui piccoli traguardi dedicando dei tempi specifici per esercitarsi nella scrittura.

 

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